mercoledì 29 dicembre 2010

FEVER

Beh, vado un po' in controtendenza rispetto all'elettronica. Pubblico con gusto una versione datatissima di Fever. Canta Peggy Lee. Lei era una dea del jazz, una voce da rivalutare ed una presenza scenica da fare invidia. Fredda, distaccata, ma con grandissimi attributi. Riusciva ad essere ironica e assolutamente intensa, leggera "ma anche" (per dirla alla Veltroni) corposa e sensuale. Penso sia stata una delle più belle pagine del jazz. 

In questo video (piuttosto raro, tra l'altro) è alle prese con un pezzo straconosciuto ed ostico: Fever. Piccole osservazioni tecniche: da notare il ritmo del batterista che è suonato con le mani e non con le bacchette. All'epoca (1954) ciò era assolutamente impensabile e trasgressivo. Così come l'uso del riverbero a molle sulle dita e sui tom. Altra particolarità è l'arrangiamento del contrabbasso. Ad ogni ciclo sale di un semitono rendendo il pezzo incredibilmente dinamico e continuamente "in rilancio". Per orecchie meno attente significa che potrebbe durare all'infinito senza stancare. 

Questo tipo di idea è stata poi ripresa da Miles Davis in "So what?" molti anni dopo. Insomma, dietro al suo faccino da brava ragazza in realtà si celava una creatura nata per lo spettacolo. Per i neofiti del jazz è un buon punto d'inizio, per gli amanti un'ottimo punto di riferimento.

domenica 26 dicembre 2010

Yule

Rubo all'amico Claudio Guerra quanto segue, stralciandolo da una nostra veloce corrispondenza.

"Il Natale non era un giorno qualsiasi ancor da prima che decidessero di abbinarlo alla nascita di quell'agitatore ebreo che si faceva chiamare "il Nazareno". Festa dell'inverno, del Sole Invitto, nascita di Mitra e chi più ne ha più ne metta, è, per assurdo, meno legato alle convenzioni di quanto non lo sia l'inizio dell'anno fissato al 1° gennaio".

Per quanto poco versato nel lato spirituale, io nel frattempo mi ero messo a cercare qualcosa che potesse suonare celebrativo del solstizio d'inverno e vado a scovare questa ballata neo-folk:




Rubo dalla wiki: "Nelle tradizioni germanica e Celtica precristiana, Yule era la festa del solstizio d'inverno. Nel neopaganesimo, soprattutto germanico odierno rappresenta uno degli otto giorni solari, o sabbat; viene celebrata intorno al 21 dicembre nell'emisfero settentrionale e intorno al 21 giugno in quello meridionale."
Per approfondire ulteriormente: Yule.

Mi sto accorgendo di non avere messo niente di mio in questo post, quindi ci metterò una dedica. Anzi, no, neanche quella: la dedica la farò privatamente. ;)

Buon Yule a tutti.


sabato 25 dicembre 2010

Celletti / Roedelius

Prendete Alessandra Celletti, una pianista dal tocco delicato come può esserlo un'interprete introspettiva di Satie, e rinchiudetela in una stanza con Hans Joachim Roedelius, krautrocker avanguardista con i Cluster, Eno e gli Harmonia.

Lasciate che pianoforti e tastiere dialoghino attingendo alle esperienze dei due, aggiungete un paio di momenti in cui una voce maschile prima e una femminile poi recitino testi sopra a suoni di natura e ambiente.

Chiudete gli occhi ascoltando la chiusura dell'album che va a rendere omaggio a Eno, grande spirito della musica contemporanea.

Poi leggete i titoli dei brani e avrete ogni colore che possiate desiderare.

Tra gli utilizzi particolari che si possano fare della buona musica, oggi ho deciso che questo album doveva essere la colonna sonora del pranzo di Natale.
Ma, più tardi, conto di riascoltarmelo con calma.



Alessandra Celletti / Hans Joachim Roedelius: "Sustanza di cose sperata" (2009)
(genere: minimalismo, ambient, colori)

venerdì 24 dicembre 2010

Auguri

Sicuramente un brano inflazionato, ma pur sempre un grandissimo artista e grandi valori espressi.
Auguri a tutti! Ve li faccio così!

mercoledì 22 dicembre 2010

Porcupine Tree

So di non far felice il buon Crespi, ma a me questo gruppo piace sempre di più.
Pribabilmente il loro sound ha un certo non so ché di "giù sentito" e anche il loro look di "gia visto". Tuttavia io bado molto anche ai contenuti tecnici.
Trovo che la sezione ritmica (basse-batteria) di questo gruppo sia notevole; a dispetto soprattutto del cantante nonché lead-guitar che sicuramente abbassa (per non dire affossa) la media del gruppo.

Ho trovato un bel live su Youtube sicuramente prelevato da un loro DVD (e a questo proposito mi ricordo solo in questo momento di averne uno anch'io): potete godervelo qui:
http://www.youtube.com/watch?v=nnYG6IRTlUk


Un gruppo che in più di un'occasione mi ha ricordato in Pink Floyd da The Dark of the Moon in poi.... qui ad esempio in Lazarus:




Come se avessero voluto approfondire i temi pinkfloydiani, quasi come se il percorso tracciato a suo tempo potesse essere ripercorso e ritracciato con nuove diramazioni a mio parere interessanti.





Spero vi piacciano.
Ciau!

lunedì 20 dicembre 2010

SOMA


Per tutti gli amanti del genere "industrial ambient" segnalo questa stazione radio, già famosissima.

Hanno, però, aperto da poco un canale dedicato alla NASA con musiche che mi piace definire "universali". Eteree e spaziali (nel senso di cosmo).

Di seguito il link. Io li ascolto spessissimo e devo dire che un sottofondo così erano anni che non lo sentivo.

Tra l'altro compatibile con iTunes... da seguire assolutamente!!


A proposito di neoclassicismi

Faccio eco al post di Fabio.
Sting effettivamente da un po' di tempo mi sembra sia più che altro l'ombra del personaggio che ha creato negli anni '80.
Ovviamente un personaggio che allora ha fatto da apripista, oggi non ha più un gran ché da dire.

Partendo comunque da Sting si risale automaticamente ai Police; e, da qui, ai singoli componenti dello storico gruppo.

Io sono da sempre un grandissimo fan di Stewart Copeland che ritengo essere sempre uno dei più grandiosi fantasisti alla batteria.

Verrebbe da pensare che anche lui, come Sting, si sia fatto cogliere da una sorta di neoclassicismo con l'album Orchestralli; solo che Copeland, da sempre ha composto musica per orchestra utilizzata poi come colonna sonora in diversi film (guardate qui l'elenco delle sue colonne sonore: http://www.stewartcopeland.net/discography/discography06.html).

Orchestralli è semplicemente Copeland in tourneé con un'orchestra sinfonica dove ancora una volta porta al contatto del pubblico i suoi lavori più significativi di questo ultimo trentennio.
Come un professore che tiene lezione si muove sul palco ora dirigendo l'orchestra, ora accompagnandola con la sua storica TAMA.

Vi propongo il trailer ufficiale del DVD e un video amatoriale dove si può ascoltare uno dei brani del suo lavoro Orchestralli.

Buona giornata!



domenica 19 dicembre 2010

Sting e Lauper

Come si procede quando non si ha più niente di nuovo da dire? Si può fare come Sting che la butta sul "classico", ripercorrendo Dowland (decente), nenie invernali (mah!) e si autocoverizza sinfonicamente (bah!).




Oppure ci si reinventa, in modo molto più spontaneo e meno autoreferenziale, come blueswoman dopo essere stata un'icona della new-wave pop come Cyndi Lauper.




Lauper batte Sting uno a zero.

venerdì 17 dicembre 2010

Emiliana Torrini

Nel 2003 scrivevo la seguente breve nota su Emiliana Torrini a proposito del suo primo album "Love in the Time of Science” (2000).


Emiliana Torrini sta diventanto famosa ora con “The Gollum's Song” traccia dei titoli di coda di “Le due torri” (il secondo episodio de “Il Signore degli Anelli”), ma io penso che valga la pena ascoltare questo suo primo album (il terzo, in realtà se si considerano i primi due album usciti solo per il mercato islandese) contenente undici tracce di eleganti suggestioni pop elettroniche quasi sussurrate da una voce stupendamente limpida. La Torrini è islandese e, agli esordi, era stata indicata come una nuova Björk (o anti-Björk): in effetti, qualche eco della più famosa musicista islandese è riscontrabile nei pezzi della Torrini, ma, fortunatamente, le due signore possono tranquillamente percorrere le loro strade e noi possiamo gustarcele entrambe senza essere costretti a paragoni forzati.




E invece la Torrini resta nota solo a me e a qualche altro fissato e nel 2005 se ne esce con un nuovo album ("Fisherman’s Daughter") che stacca decisamente dagli stili del precedente: un folk-pop quasi acustico-drakiano e sussurrato prende il posto dell’elettronica, come se un mondo rurale si voglia prendere la rivincita sulle atmosfere urbane notturne. Rimane inconfondibile la voce che aiuta a superare il trauma del confronto tra la prima Torrini e la nuova.




E’ del 2008 l’attualmente ultimo album “Me and Armini”, accolto con più freddezza dalla critica ufficiale ma che, a mio parere, rappresenta una buona sintesi tra i due aspetti della Torrini sapendo miscelare nelle giuste proporzioni elettronica e approccio cantautorale.




E ora attendo fiducioso il prossimo.

giovedì 16 dicembre 2010

Oltre l'elettronica e il post-rock

Consapevole di "spaccare" con il tono post-rock e psichedelico del blog, mi permetto di schiaffeggiare il buon Fabio proponendo all'ascolto delle sue orecchie di velluto questo gruppo più idoneo probabilmente a noi popolo dalle orecchie di legno.... Ma a me piace essere sempre un po' fuori dal coro.....

Scherzi a parte, vi propongo qualcosa che ritengo comunque piacevole da ascoltare e che riesce (almeno a me) ad evocare immagini di lunghe autostrade dritte da percorrere all'alba col sole negli occhi.....

Agli interessati, una biografia del mini-gruppo è disponibile si Wikipedia cliccando QUI.

E' un gruppo "strano" quello dei Groove Armada: spazia dall'elettronica alla dance, ma con ampi spazi aperti a qualcosa che si avvicina all'ambient e, perché no?, ad un moderno psichedelico...

Ho scelto un brano "medio"..... non troppo elettro-disco.... non troppo ambient......
Spero vi incuriosisca e vi piaccia.....

:-)

martedì 14 dicembre 2010

Orb & Gilmour

The Orb featuring David Gilmour
"Metallic Spheres"
2010
(elettronica, fantascienza)

Gli Orb hanno 'orbitato' spesso intorno ai Pink Floyd. Una citazione su tutte: la pecora sopra la tecnofabbrica del "Live 93" che rimanda direttamente al porcellino sopra la Battersea Power Station di "Animals".
Gli Orb sono forse i maggiori rappresentanti della psichedelia techno-elettronica degli anni '90, che ha tanto fantascientifico sapore quanto la psichedelia barrettiana di "Astronomy Domine" e "Interstellar Overdrive": oltre ai suoni, vedasi anche titolazioni quali "The Orb's Adventures Beyond The Ultraworld" e "U.F.Orb".

Ora Paterson e Youth, a Pink Floyd praticamente dissolti da anni, reclutano un David Gilmour -mai particolarmente amato- per un album contenente due lunghi brani, ognuno dei quali diviso in cinque movimenti.
Un album floydiano e "progressivo" già a partire dalla struttura, un album in cui dal tappeto elettronico emerge il suono tipico della chitarra dei Pink Floyd e un cantato non memorabile ma dal timbro tanto "confortably numb" da dare un brivido ai vecchi fan. Un album in cui si sente echeggiare qualcosa di molto simile alle tastiere di "Shine on you crazy diamond".

Penso che questa sia la cosa migliore che sia capitata a Gilmour dai tempi di "The Final Cut": un apparentamento che, in verità, arriva con qualche anno di ritardo (ormai i Pink Floyd non ci sono più e gli Orb erano freschi ed efficaci nei primi anni ' 90) e che, se si fosse realizzato prima, ci avrebbe magari risparmiato un paio di dischi piacevolemente poco significativi dei Floyd e, retrosognare è lecito, avrebbe forse potuto portarli verso una più interessante fase neopsichedelica.

Anche se i puristi di uno e dell'altro gruppo avranno da ridire e sebbene proposto oggi riveli un retrogusto leggermente amaro, a me questa fusione ha aperto la porta dei ricordi e ho visto realizzare un incontro tra due mondi che, nella mia testa, ruotavano uno nelle vicinanze dell'altro.

lunedì 13 dicembre 2010

David Sylvian

.... e questo se si vuol parlare di classe....

Giusto per cominciare

Ecco un bell'esempio di cosa significa "espressione".

Radio waves...

Per aprire questo spazio, prima di scompensare del nostro, una lunga citazione: "Radio Waves" di Roger Waters (da "Radio K.A.O.S.", 1987).



Radio waves. Radio waves.
He hears radio waves. Radio waves.
The atmosphere is thin and cold
The yellow sun is getting old
The ozone overflows with radio waves
AM, FM, weather and news
Our leaders had a frank exchange of views
Are you confused, radio waves.

Radio waves, radio waves
AM radio waves, FM radio waves
Radio waves, mind-numbing radio waves
Fish-stunning radio waves
Radio waves.

Magic Billy in his wheel chair
Is picking up all this stuff in the air
Billy is face to face with outer space
Messages from distant stars
The local police calling all cars, radio waves

Hear them radio waves, radio waves
Jesus saves radio, radio waves
Radio waves, AM radio waves, FM radio waves
All them radio waves

Radio waves, radio waves, he hears radio waves
Radio waves, radio waves, hopeful radio waves, dopeful radio waves
Radio waves, Russian radio waves, Prussian radio waves
Eastern radio waves, Western radio waves
Testing radio waves, one two. One two.
Radio waves. Getting through to you
More code radio waves, Tobacco road radio waves
South to Paloma radio waves, Oklahoma City radio waves
Sitting pretty radio waves, nitty-gritty radio waves
Radio waves.